Ai cittadini del Fortore, Miscano, Tammaro
Mi chiamo Carmine Coduti e sono nato a Montefalcone di Valfortore (Benevento) il 22 luglio 1967. Risiedo a Montefalcone di Valfortore. Sono sposato e ho due figlie.Ho frequentato le scuole dell’obbligo a Montefalcone, per poi proseguire il mio percorso frequentando e diplomandomi all’Istituto Tecnico per Geometri di Benevento.
Dopo la laurea in ingegneria, conseguita nel 1994 presso la Federico II di Napoli, ho portato avanti l’impresa di costruzioni di famiglia, ampliandola con la costituzione di nuovi rami.
Attualmente mi occupo della sezione sviluppo e ricerca di nuove tecnologie di settore.
In primo luogo, desidero ringraziare il Senatore Mino Izzo per aver dato fiducia a un ingegnere che “politico” non è.
Provenendo da una formazione scientifica, la mia idea di politica si propone di essere PRATICA E REALE.
Ho deciso di intraprendere questa nuova esperienza guardandomi intorno e soprattutto pensando al futuro delle donne e degli uomini di domani.
Siamo fortunati a vivere in questa terra, ma troppo spesso siamo abituati a lamentarci di ciò che non funziona e di ciò che non abbiamo. Sicuramente spesso ci sentiamo così sfiduciati da riuscire a vedere soltanto il bicchiere sempre mezzo vuoto. Eppure io sono convinto che dobbiamo sforzarci di riuscire a capire che comunque è mezzo pieno.
Sono altresì convinto che le vere risorse di un territorio siano le PERSONE, e noi apparteniamo a generazioni di grandi lavoratori, di uomini che la mattina presto si alzano e affrontano le giornate e gli impegni per far crescere le loro famiglie e che, per fortuna, continuano a” mandare” i loro figli a scuola.
La percentuale di laureati in queste zone è altissima, ma purtroppo la maggior parte dei giovani cervelli che abbiamo a disposizione, sono costretti a emigrare e ad andare a investire le loro competenze altrove.
QUESTO È UN MALE,
perché un cambiamento ci può essere e deve partire soprattutto da noi. Non si può non amare la terra in cui si è nati, non si può non pensare al domani.
Io non ho intenzione di promettere FALSE ILLUSIONI, credo che le soluzioni e i programmi per il miglioramento debbano nascere proprio dai vostri suggerimenti.
Perché qualsiasi progetto nasce dal confronto di idee e dalla ricchezza di posizioni.
Insieme potremo provarci, con convinzione e con il mio massimo e motivato impegno.
Ing. Carmine CODUTI
giovedì 27 marzo 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Credo di poter scrivere questo commento da tanti punti di vista, nonostante io sia una.
Scrivo da figlia di montefalconesi, da “turista” di questa terra, da sostenitrice del protagonista di questo blog, ma soprattutto da persona che, nonostante la distanza, vive il paese in ogni suo aspetto.
Ho 22 anni e sono nata e cresciuta in provincia di Milano, dove i miei genitori si trasferirono appena sposati per offrire a se stessi e a noi future figlie le possibilità di una vita migliore. In effetti così è stato. Vivere quassù è forse più semplice: le offerte di lavoro, i mezzi di trasporto che raggiungono ogni angolo ad ogni ora, i centri commerciali a due passi da casa dove trovi tutto quello di cui hai bisogno (e molto spesso anche quello di cui non hai affatto bisogno).
Ma la comodità a volte non è tutto. Ho sempre pensato di essere fortunata a poter vivere quella che io chiamo una “doppia-vita”: mi sento sempre divisa fra la realtà in cui sto e la realtà che vivo poche volte all’anno, e per brevi periodi, che è però quella che sento.
L’arrivo in paese corrisponde ad una sorta di inizio di “programma di disintossicazione” da tutto quel via-vai di autobus arancioni per le strade e di gente annoiata nei centri commerciali la domenica pomeriggio.
Ma per me non è solo questo. Per guardare, appunto, il bicchiere mezzo pieno, è soprattutto l’inizio della socialità e del confronto con una realtà a cui mi sento di appartenere, nonostante non ci sia né nata e né cresciuta.
Anche se all’inizio mi sono definita “turista” non mi sento affatto tale, e so che non sono considerata così nemmeno dai veri abitanti del paese. Oltre all’aria fresca infatti mi piace respirarne lo spirito, la quotidianità, le problematiche e i valori.
Quello che vedo sono tante risorse umane, culturali e sociali forse mal impiegate o meglio poco considerate e valorizzate. Spesso quassù (non mi piace usare l’espressione, “qui al Nord e lì al Sud”, come se fossimo in due mondi lontani e ignari l’uno dell’altro) sento parlare la gente per luoghi comuni, gente che il più delle volte non ha visto - e non ha nemmeno voglia di vedere - ma che è brava a giudicare, perché è sempre troppo facile (forse siamo troppo abituati alla vita comoda…???): si sente parlare di gente dai ritmi tranquilli, di ozio, di bella vita.
E’ vero i ritmi saranno diversi, le abitudini e la gente pure ma perché allora non si parla anche dei disagi che provocano neve e freddo, di gente che fa km su strade improbabili per recarsi a lavoro, di giovani che si impegnano per dare vita ai paesi, con le iniziative più svariate?
Credo che bisognerebbe sapere che esiste anche questo: uno spirito e una volontà di chi ha voglia di vivere in un mondo migliore e che non usa i limiti che incontra come scusa e giustificazione per non fare nulla.
Io che ho la fortuna di fare esperienza diretta, rimango sempre piacevolmente colpita quando vedo tanto impegno in iniziative culturali o ricreative, quando sento di eventi organizzati e ben riusciti, o quando noto nelle persone una voglia di fare e di migliorare una realtà che ha senso di esistere perché racchiude in sé ancora valori sani e integri. E penso che nella realtà in cui vivo io, molto di questo sarebbe utile impararlo.
Credo anche io, come si dice nel Post, che è sono le persone che fanno un luogo e che lo possono valorizzare con la loro presenza, con la loro attività, con il loro spirito di iniziativa.
Parlo da giovane e da amica e conoscente di tanti giovani di Montefalcone e come una che conosce bene colui che si è messo in gioco, attraverso questa candidatura, perché l’essenza di questa splendida Terra rimanga viva e cresca, e non corra il rischio di diventare solo un bel ricordo.
So bene che questa persona tiene davvero ai giovani, e ama il confronto diretto con loro, perché è convinto, come tutti dicono spesso - senza peraltro crederci fino in fondo - che siano i giovani a fare il futuro, e che da lì arrivano le idee più nuove e speranzose, e perché solo stando con le menti giovani anche le menti più adulte ripartono da un’ottica tutta nuova.
Milano, lì 28/03/2008
Erika Di Vizio
Posta un commento